Quaternary faulting in the Main Ethiopian Rift, East Africa, and its implications for rift evolution

Marco Bonini (*), Giacomo Corti (*), Federico Sani (**) & Andrea Agostini (**)
(*) CNR-Istituto di Geoscienze e Georisorse, Firenze. E-mail: mbonini@geo.unifi.it (**) Dipartimento Scienze della Terra, Università di Firenze. E-mail: fsani@geo.unifi.it


DOI: https://doi.org/         Pages: 22

Abstract

Fagliazione quaternaria nel Main Ethiopian Rift (Africa orientale) e implicazioni per l'evoluzione del rift. Dati strutturali raccolti negli ultimo anni nel Main Ethiopian Rift (MER), hanno evidenziato forti differenze nell'evoluzione tettono-magmatica in diversi settori del rift. Tali differenze evidenziano diversi stadi evolutivi del processo di rifting. In particolare, nel settore settentrionale la presenza di ben sviluppati segmenti tettono-magmatici e di faglie bordiere inattive indicano uno stadio di break-up incipiente. Nel MER centrale i segmenti tettonomagmatici sono meno sviluppati e la deformazione è distribuita anche lungo i margini del rift, implicando uno stadio meno avanzato del processo di rifting. Tuttavia il MER centrale e meridionale sono meno studiati dal punto di vista tettono-magmatico e i nuovi dati strutturali e le nuove datazioni radiometriche con il 14C cercano di colmare questa lacuna. Riguardo alla distribuzione delle faglie ed ai campi di stress risultanti dalla loro elaborazione, deriva una variazione nella direzione di estensione da N105°-110°E lungo i margini a N90°-95°E lungo l'asse del rift. Quest'ultima direzione è comparabile alla direzione di estensione regionale N100°E connessa con la cinematica delle placche Nubia e Somalia. Ciò è dovuto al fatto che le faglie lungo l'asse del rift rispondono in maniera diretta alla cinematica regionale mentre quelle lungo i margini sono condizionate dalla tettonica precedente ereditata dal sistema.

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